PATOLOGIE E DOLORE > BACINO E ANCA
FRATTURE DEL BACINO
Il bacino è una struttura ossea conosciuta anche con il nome di “pelvi”. Si tratta di una regione anatomica del corpo umano formata da diverse ossa: Ilio, ischio e pube. Sono queste ossa che possono presentare fratture in seguito ad un trauma, che può coinvolgere anche i distretti anatomici vicini, con cui si articolano o hanno rapporti anatomici:
- Femore: formando l’articolazione dell’anca (anche il femore e la sua testa, possono presentare fratture a seguito di traumi che coinvolgono il bacino o viceversa);
- Osso Sacro: situato sotto le vertebre lombari. Costituisce con l’ileo, l’articolazione sacro-iliaca;
- Coccige: situato sotto l’osso sacro.
SINTOMI
Premettendo che ogni frattura, a seconda delle caratteristiche, (composta, scomposta, a più frammenti), può presentare complicazioni diverse, elenchiamo le principali complicazione e la sintomatologia associata ad esse:
- Sintomatologia algica: il dolore è presente sia in corrispondenza del punto di lesione ossea che nei tessuti limitrofi, al punto che il paziente ha difficoltà a mantenere la semplice posizione seduta, in particolare nelle prime settimane dopo il trauma. Anche per questo motivo è consigliato vivamente di restare sdraiati a letto.
- Impossibilità o forte riduzione delle capacità motorie: sia per la sintomatologia algica sia per la lesione che produce specifiche difficoltà a livello biomeccanico.
- Ematoma e gonfiore: la frattura compare sempre a seguito di un importante trauma che chiaramente coinvolge anche tutti i tessuti in prossimità dell’osso. La comparsa di un livido più o meno importante è un elemento classico dei segni clinici di ogni frattura.
- Calore: è un fattore tipico dello stato infiammatorio, può essere utile l’utilizzo della crioterapia (applicazione di ghiaccio nella zona).
DIAGNOSI
La diagnosi consta di un iniziale colloquio con il paziente dove vengono chieste informazioni riguardanti i suoi sintomi, la sua storia clinica e l’evento traumatico. Segue poi una valutazione obiettiva del medico mediante l’esecuzione di specifici test. Per la diagnosi di frattura l’esame più richiesto è la radiografia RX talvolta per condizioni più delicate può essere richiesta anche una tac (anche 3D) e/o una risonanza magnetica.
LA FISIOTERAPIA
Il fisioterapista, seguendo il protocollo stilato dal medico specialista, in base alla tipologia di fratture e al tipo di intervento effettuato, seguirà delle fasi riabilitative ben precise che avranno il compito di:
- Controllare l’infiammazione e edema: L’utilizzo dei mezzi fisici nel trattamento delle fratture del bacino è mirato alla biostimolazione, alla riduzione del dolore e dell’infiammazione dei tessuti molli che possono essere stati interessati dal trauma. La Magnetoterapia è invece l’unico tipo di trattamento che mira a velocizzare la formazione del callo osseo oltre che avere un effetto anti-edemigeno.
- Tecniche di terapia manuale: vengono eseguite dal fisioterapista allo scopo di trattare eventuali disfunzioni di movimento e massoterapia delle zone contratte e recuperare il ROM.
- Esercizi terapeutici: godono sempre di maggior sostegno da parte della letteratura scientifica, e sono un elemento essenziale per accelerare i tempi di recupero e stabilizzare i progressi che si ottengono nel corso di una seduta.