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LESIONE DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE

La lesione del legamento crociato anteriore è l’infortunio più comune del ginocchio. Il legamento crociato anteriore è uno dei legamenti più importanti dell’articolazione del ginocchio. All’interno di tale articolazione, il legamento crociato anteriore, insieme al suo “gemello” crociato posteriore, stabilizza il ginocchio. I legamenti crociati vengono così definiti in ragione del proprio orientamento a “X”, proprio a formare una croce. Questo orientamento è estremamente importante in quanto consente ai due legamenti di stabilizzare il ginocchio nei movimenti. Nello specifico il legamento crociato anteriore ha la funzione di limitare i movimenti di scivolamento e traslazione della tibia in direzione anteriore (in avanti), mentre il legamento crociato posteriore ha la funzione di limitare i movimenti di scivolamento e traslazione della tibia in direzione posteriore (indietro). 

CAUSE

Le cause possono essere divide in due grandi categorie:

  • traumi diretti: lesioni da contatto, come un trauma esterno durante il contrasto che avviene durante una partita di calcio o altri sport, un trauma conseguente a un incidente stradale o un “colpo” proveniente dall’esterno e che il paziente non si sarebbe procurato in autonomia;
  • traumi indiretti: lesioni non da contatto, come i traumi che, da soli, possono procurarsi i pazienti (sportivi e non sportivi) durante qualunque attività (sport, lavoro o attività ludiche di altra natura) come i cambi di direzione a piede perno attraverso un movimento di torsione e rotazione del ginocchio.

SINTOMI

segni e sintomi più comuni del crociato anteriore rotto sono:

  • “popping sound” nel momento del trauma (suono udibile proveniente dal ginocchio come un “pop”);
  • versamento articolare (gonfiore) che insorge in breve tempo dopo il trauma;
  • difficoltà e limitazione dei movimenti di flessione ed estensione del ginocchio:
  • dolore diffuso a livello del ginocchio
  • sensazione di cedimento e di instabilità del ginocchio;
  • meccanismo traumatico caratteristico (atterraggi, cambi di direzione, movimenti torsionali a ginocchio piegato).

DIAGNOSI

La diagnosi di lesione del crociato anteriore avviene, sostanzialmente, in due step. Il primo è quello clinico tramite la visita dal medico specialista che effettuerà test clinici specifici per la valutazione dell’integrità del legamento (come il test di Lachman, il test del cassetto anteriore). Lo step successivo è quello della risonanza magnetica RMN, indagine diagnostica attraverso la quale si indagherà il grado di lesione (parziale o totale) del crociato anteriore. Attraverso questa indagine, inoltre, è possibile evidenziare possibili lesioni associate (come quella del menisco esterno – molto comune in caso di lesione del crociato anteriore – o come quella dell’edema osseo livello del piatto tibiale, nella porzione laterale, conseguente all’impatto tra tibia e femore durante il trauma).  

LA FISIOTERAPIA

La fisioterapia ha un ruolo fondamentale sia nel caso in cui il paziente e il medico hanno optato per un trattamento conservativo (senza intervento chirurgico) sia in caso in cui il paziente sia stato operato. Solitamente si opta per il trattamento conservativo quando la lesione lo consente e il paziente non ha grosse pretese e non svolge attività sportive.

La riabilitazione post-operatoria può essere suddivisa in tre fasi:

  • La prima fase: sarà di vitale importanza per ridurre il gonfiore e il dolore, attraverso la terapia fisica strumentale migliorare il movimento in flessione ed estensione del ginocchio, e migliorare il reclutamento muscolare. 
  • La seconda fase: gli esercizi riabilitativi per la lesione del legamento crociato anteriore aumenteranno in termini di difficoltà, di intensità e di frequenza. In particolare, in questa fase saranno riprese le attività lievemente più energiche come la corsa e i salti e dovrà essere dedicata particolare attenzione all’allenamento della forza muscolare del quadricipite femorale ischio-crurali muscoli glutei e muscoli del polpaccio.
  • La terza fase: la più critica, sarà il momento attraverso il quale il paziente svolgerà tutti gli esercizi molto complessi funzionali (cioè utili) allo sport, all’attività ludica, ricreativa o allo sport praticati. Sono propri di questa fase esercizi specifici come i cambi di direzione in contesti “stressanti” (con sovraccarichi o in condizioni difficoltose come un terremo instabile e non lineare), esercizi sport-specifici (come gli scatti in tutte le direzioni), esercizi di accelerazione e decelerazione.

Dott. raffaele ferrara fisioterapista

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Trentola-Ducenta (Ce)
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