PATOLOGIE E DOLORE > SPALLA
PROTESI DI SPALLA
La “protesi” è la sostituzione di un elemento anatomico con uno artificiale. Nel caso della spalla, le protesi si distinguono in tre tipologie:
- Endoprotesi: dove si sostituisce solo la testa omerale;
- Artroprotesi: nella quale si sostituisce sia la testa omerale che la glenoide della scapola. Fanno parte di questa categoria le protesi inverse, chiamate così perché per evitarne la lussazione la dinamica tra i rapporti articolari è invertita: la testa omerale è concava e la glenoide della scapola è convessa.
- Protesi miste: dove vi è una parziale sostituzione dei capi articolari, o di uno dei due mentre l’altro è sostituito totalmente.
È necessario sostituire omero e/o cavità glenoidea, quando a causa di traumi violenti (fratture che causano la necrosi della testa omerale o lussazioni) e degenerazioni importanti (come l’artrosi gleno-omerale o l’artrite reumatoide) i rapporti articolari danno luogo a condizioni dolorose continue e deficit funzionale.
COMPLICANZE
Le complicanze subordinate agli interventi di protesi di spalla sono:
- Rigidità articolare: che oltre alla spalla può riguardare anche il gomito e il polso;
- Il dolore;
- L’infiammazione;
- Il gonfiore alla mano.
Per questo motivo è consigliabile far togliere il tutore per qualche ora del giorno durante le prime settimane dopo l’intervento, in modo che il paziente ricominci a prendere confidenza con il movimento dell’articolazione. Nel periodo di immobilità del tutore, è fondamentare far effettuare al paziente delle mobilizzazioni del tronco nelle quali la spalla è immobile ma la scapola scorre sulla gabbia toracica, ciò aiuta molto a prevenire condizioni di rigidità scapolo-toracica e la diminuzione del tono muscolare del tronco. Anche gli esercizi di mobilità del tratto dorsale risultano essere molto utili per velocizzare il recupero.
LA FISIOTERAPIA
Possiamo dividere il percorso terapeutico in diversi fasi :
- Fase iniziale
In questo inizio di terapie lo scopo è quello di ridurre il dolore, controllare l’infiammazione e iniziare a recuperare la mobilità.
Il fisioterapista eseguirà, soprattutto le prime volte un lavoro passivo costituito di caute mobilizzazioni per migliorare la mobilità dei tessuti e iniziare a dar movimento all’articolazione.
È fondamentale assicurarsi che le articolazioni distali ( gomito e polso) siano libere, a volte si rischia di avere della rigidità del gomito in estensione per via della posizione mantenuta con il tutore.
Appena la cicatrice si è chiusa, è molto utile lavorare le aderenze connettivali, in modo da ridurre al minimo i fattori che possono incidere sulla ripresa del movimento.
Oltre ad essere nociva per la motilità una cicatrice con importanti aderenze risulta essere fastidiosa per il paziente e anche antiestetica. - Seconda Fase
È caratterizzata dal recupero della motilità parziale, raggiungendo almeno i 90° di abduzione e di flessione senza che il paziente compensi con il sollevamento della scapola, e recuperando parte della rotazione esterna.
In questo step si inizia un cauto rinforzo muscolare, partendo con delle contrazioni isometriche e procedendo con esercizi contro resistenza.
In questa seconda fase si lavora anche sul recupero della propriocezione, ossia del controllo e percezionedella spalla nello spazio. - Terza Fase
Recupero massimo della mobilità della spalla nei tre piani dello spazio, recupero della funzionalità e della forza.Si arriva in questa fase, che sarebbe quella terminale, dopo vari mesi di fisioterapia.
Il paziente è quasi del tutto autonomo, e a volte gli mancano giusto gli ultimi gradi di elevazione della spalla e di rotazione.
Non si tratta di un percorso fisioterapico semplice poiché ci sono molti fattori da prendere in considerazione e che possono influire sul percorso di cura. Primo fra tutti è l’atteggiamento del paziente.
Una persona motivata, sarà spronata a dare il meglio di sé in ogni seduta e a eseguire gli esercizi a casa che gli indicherà il fisioterapista. Un altro elemento fondamentale è l’operazione, un’operazione riuscita alla perfezione getta le basi per un recupero ottimale della spalla e ovviamente la qualità del professionista e del percorso fisioterapico che progetta.