PATOLOGIE E DOLORE > GOMITO
EPICONDILITE
L’articolazione del gomito è composta da tre ossa: l’omero (l’osso del braccio), il radio e l’ulna (le due ossa dell’avambraccio). All’estremità distale dell’omero sono presenti 2 sporgenze ossee chiamate epicondilo (epicondilo laterale) ed epitroclea (epicondilo mediale). Epicondilite è un termine che indica quella condizione di dolore percepito appunto a livello dell’epicondilo. Può essere considerata come una tendinopatia, cioè una patologia da sovraccarico del tendine di particolari muscoli dell’avambraccio che prendono il nome di estensori del carpo e delle dita (in particolare dell’estensore breve del carpo).
CAUSE
Lo stress meccanico sembra essere il fattore di rischio maggiore per lo sviluppo dell’epicondilite. Nei lavoratori la frequenza di un impegno che richiede sforzo, o la combinazione della supinazione del gomito (palmo in su) e i sollevamenti pesanti, rappresentano fattori fisici ad alto rischio per l’insorgenza di epicondilite. Tra i fattori di rischio per l’epicondilite troviamo:
- L’età superiore ai 35 anni;
- Il sesso femminile;
- L’eccessivo sforzo dei muscoli epicondiloidei.
L’epicondilite è chiamata anche “gomito del tennista”, a causa dell’elevata frequenza con cui si presenta negli sport che prevedono l’utilizzo della racchetta, come il tennis e il padel. Il motivo di questa elevata incidenza è dato dal fatto che nel gesto atletico del tennis, i muscoli epicondiloidei sono quelli più utilizzati e hanno, quindi, maggiore possibilità di andare incontro a patologie da overuse (sovraccarico funzionale).
SINTOMI
I sintomi dell’epicondilite sono piuttosto caratteristici e sono:
- dolore nella zona laterale (esterna) del gomito che può estendersi fino al polso e al dorso delle dita;
- sensazione di tensione e/o rigidità a livello del gomito o della zona dorsale (esterna) dell’avambraccio;
- mancanza di forza nella presa (della mano) o nelle rotazioni dell’avambraccio;
- sensazione di intorpidimento nella zona dorsale (esterna) dell’avambraccio;
- difficoltà nel distendere completamente il gomito.
- possibile gonfiore (tumefazione) del gomito nella parte laterale (esterna);
- possibile calore o rossore del gomito nella parte laterale (esterna).
DIAGNOSI
La diagnosi di epicondilite spetta al medico di medicina generale o al medico specialista in fisiatria od ortopedia.
Ci sono 2 test specifici che il medico può eseguire in caso di sospetta epicondilite:
- Il test di Cozen: il medico chiederà un’estensione del gomito contestualmente a un’estensione del polso. Da questa posizione il medico effettuerà una spinta in direzione anteriore e verso l’esterno e chiederà al paziente di resistere al movimento; se la resistenza a questo movimento creerà dolore, allora la diagnosi di epicondilite verrà confermata.
- Il test di Mill: il medico palperà l’epicondilo laterale mentre pronerà l’avanbraccio, flettendo il polso ed estendendo il gomito. La presenza di dolore lateralmente sul gomito determinerà una diagnosi di epicondilite.
Nel caso questi test siano positivi, è molto probabile che si tratti di epicondilite.
LA FISIOTERAPIA
Nel caso dell’epicondilite si utilizza un approccio integrato tra:
- Tecniche di terapia manuale: che possano andare a recuperare le restrizioni di movimento presenti nelle tre articolazioni funzionali, di queste quella che spesso necessità di tecniche di trazione e decompressione è l’articolazione omero-ulnare.
- Esercizio terapeutico.
- Terapia fisica strumentale.
- Uso del tutore come sostegno.